MONZA 900

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Brothers in Arms

 Brothers in Arms

DIESEL

 

(Diesel)

 Storie di quelli che vengono con te dentro al pericolo, fino in fondo.

 

Diesel, compagno di battaglia

Il conduttore di Diesel ritorna sulla morte del suo cane nell’assalto di Saint-Denis (Parigi, 18 novembre).

Diesel, cane d’assalto, deceduto durante l'assalto di Saint-Denis (Parigi) mercoledì 18 novembre, ha fatto molto parlare di sé. Il suo padrone ritorna sugli eventi e sul percorso fatto con il pastore malinois in un'intervista su RMC domenica mattina (22 novembre).

 

Tutti ormai sanno chi è Diesel. Questo pastore malinois  di 7 anni,  cane d’assalto del Raid (Recherche Assistance Intervention Dissuasion, unità tipologia “swat” della Police Nationale francese, NdT), ucciso durante l'assalto a Saint-Denis, ha fatto il giro del web in poche ore, dopo che la polizia nazionale aveva annunciato la sua morte sul suo account Twitter. La mobilitazione che ne è seguita ha colpito il gruppo cinofilo del RAID per la sua portata: la creazione di un account Twitter @RIPDiesel, il posizionamento di un hashtag #JeSuisChien ed anche numerose donazioni di cani proposte alla brigade.

Commosso da tanto sostegno, il conduttore di Diesel - che ha preferito rimanere anonimo - torna sugli anni di lavoro con il suo fedele compagno e racconta l’esatto svolgimento dei fatti che hanno portato alla sua morte, in un'intervista esclusiva su RMC, domenica mattina.

 

Le-groupe-cynophile-avec-Diesel-avant-l-intervention-a-Saint-Denis-le-18-novembre

 

(Il gruppo cinofilo con Diesel prima dell’intervento a Saint-Denis)

 

Mercoledì mattina, il RAID parte all’assalto di una appartamento sospetto (base logistico-operativa di terroristi, NdT) a Saint-Denis, con due alloggi nel mirino. "Appena siamo arrivati, ci sono stati molti scambi di arma da fuoco, lancio di granate", racconta il conduttore di Diesel. "E poi è tornata la calma, una calma quasi anomala, protrattasi molto a lungo." Pensando che i terroristi siano stati neutralizzati, invia Diesel ad ispezionare i locali. "Ha fatto il giro di un primo locale, che è stato bonificato. Poi è passato nel secondo. L’ho visto slanciarsi, l’ho perduto di vista, e là sono risuonati dei colpi d’arma da fuoco. E questo è tutto. "

 

Diesel non tornerà mai più

Dal suo tono di voce, si comprende che il poliziotto è stato colpito dalla perdita del suo cane. La fine della sua storia è senza appello: "Lui non tornerà mai più." Al di là del suo dolore, l'intera brigata ne è toccata. "L’addestramento richiede un impegno giornaliero di tutte le squadre. Un cane (d’assalto, NdT), bisogna farlo mordere, si devono trovare delle metodiche per l’addestramento. Vi partecipa il gruppo nel suo insieme." In questo tipo di operazione, il cane d’assalto è essenziale, in quanto apre la strada ai poliziotti ed avverte di una possibile minaccia, abbaiando o mordendo. A Saint-Denis, Diesel ha probabilmente salvato la vita di numerosi poliziotti, anche se ha pagato con la sua.

 

Un rapporto di fiducia

Più che di un cane, il poliziotto testimonia della perdita di un collega di lavoro indispensabile. Un rapporto con un cane d’assalto è costruito nel corso del tempo e lavorando insieme. "E’ una fiducia reciproca, lui ha piena fiducia in me, io ho la massima fiducia in lui, ognuno dei due sa come l'altro reagirà sul campo", racconta commosso. Anche se ovviamente non possiamo parlare di un rapporto simile a quello che sarebbe stato costruito con un cane domestico: "Questi sono cani da lavoro, vivono nel box e non ne escono che per lavorare. La loro vita è il lavoro ed è li che dispiegano il loro potenziale."

Tra tutte le offerte di cani in donazione, una ha avuto successo. La Russia ha donato un cucciolo malinois per la polizia francese, chiamato Dobrynya, "in solidarietà con il popolo e la polizia francesi." Alcuni sostengono anche che sia assegnata una medaglia a Diesel. "Sarebbe una grande ricompensa", dice il poliziotto. Quanto al lutto, si supererà "nel corso del tempo", aggiunge. "Ci saranno altre missioni. Bisogna ricominciare a lavorare a partire da adesso."

(fonte: Pauline Jallon - le JDD.fr - trad. staff Area SAFE)

 

Ci è parso giusto e doveroso, in memoria di Diesel, contribuire a raccontare qualcosa di più su di lui e sulla sua morte.

Chiunque abbia un cane o un altro animale domestico - grande o piccolo che sia - ben conosce la profondità dell’affetto che si viene a creare.

Se il cane viene definito il miglior amico dell’uomo, si sa che c’è un motivo.

Chi affida una parte significativa della propria sicurezza operativa ad un cane, lo comprende forse più vividamente di chiunque altro.

Sicuramente lo sente sulla propria pelle, in tutti i sensi.

Soprattutto quando sai bene che lui si è preso i proiettili destinati a te o ad un altro dei suoi colleghi.

Diesel, quindi, non era e non poteva essere solo un cane, era molto di più.

Per chi deve entrare in mezzo al pericolo, per chi sa di poter finire nel mirino di qualcuno che ti attende dietro un angolo, per chi mette in gioco la propria vita, non essere soli là dentro fa molta differenza.

Conta davvero tanto se c’è qualcuno che viene con te e resta accanto a te, fino in fondo.

Che sia un collega su due o quattro zampe, non fa molta differenza.

L’importante è che ognuno sappia che può contare pienamente e fino in fondo sul suo compagno di battaglia.

La storia di Diesel e del suo conduttore è emblematica del rapporto che deve costruirsi nella prospettiva di un’azione dove si corrono rischi mortali.

Non è un gioco.

Il valore delle unità cinofile va oltre ogni possibile ed ulteriore considerazione.

E non è una valutazione puramente cinica.

Il RAID - e con esso qualsiasi altro reparto della stessa tipologia - non si sarebbe certo sottratto alla missione di fare irruzione in quell’appartamento, a Saint-Denis come in ogni altra parte del mondo, anche senza unità cinofila.

Sapere però di entrare con Diesel, faceva una bella differenza.

Ed ogni unità cinofila sulla scena di un’azione, sa di avere un compagno di battaglia a quattro zampe che, in caso di bisogno, fa la differenza.

Un cane come Diesel - ed i suoi colleghi ovunque nel mondo - contribuisce in misura determinante alla consapevolezza che i poliziotti non entrano da soli in mezzo al pericolo.

Ed altrettanto ferma è la convinzione che lui rimarrà con te fino alla fine.

 

Merci bien, Diesel. Honneur à Toi.

 

DIESEL

 

 

Onore ai Caduti per Difendere e Proteggere.

 

STAY SAFE OUT THERE

 

Brothers in Arms

DIESEL

 

(Diesel)

 

Storie di quelli che vengono con te dentro al pericolo, fino in fondo.

 

Diesel, compagno di battaglia

Il conduttore di Diesel ritorna sulla morte del suo cane nell’assalto di Saint-Denis (Parigi, 18 novembre).

Diesel, cane d’assalto, deceduto durante l'assalto di Saint-Denis (Parigi) mercoledì 18 novembre, ha fatto molto parlare di sé.

Il suo padrone ritorna sugli eventi e sul percorso fatto con il pastore malinois in un'intervista su RMC domenica mattina (22 novembre).

Tutti ormai sanno chi è Diesel. Questo pastore malinois  di 7 anni,  cane d’assalto del Raid (Recherche Assistance Intervention Dissuasion, unità tipologia “swat” della Police Nationale francese, NdT), ucciso durante l'assalto a Saint-Denis, ha fatto il giro del web in poche ore, dopo che la polizia nazionale aveva annunciato la sua morte sul suo account Twitter. La mobilitazione che ne è seguita ha colpito il gruppo cinofilo del RAID per la sua portata: la creazione di un account Twitter @RIPDiesel, il posizionamento di un hashtag #JeSuisChien ed anche numerose donazioni di cani proposte alla brigade.

Commosso da tanto sostegno, il conduttore di Diesel - che ha preferito rimanere anonimo - torna sugli anni di lavoro con il suo fedele compagno e racconta l’esatto svolgimento dei fatti che hanno portato alla sua morte, in un'intervista esclusiva su RMC, domenica mattina.

 

 

 

 

 

Mercoledì mattina, il RAID parte all’assalto di una appartamento sospetto (base logistico-operativa di terroristi, NdT) a Saint-Denis, con due alloggi nel mirino. "Appena siamo arrivati, ci sono stati molti scambi di arma da fuoco, lancio di granate", racconta il conduttore di Diesel. "E poi è tornata la calma, una calma quasi anomala, protrattasi molto a lungo." Pensando che i terroristi siano stati neutralizzati, invia Diesel ad ispezionare i locali. "Ha fatto il giro di un primo locale, che è stato bonificato. Poi è passato nel secondo. L’ho visto slanciarsi, l’ho perduto di vista, e là sono risuonati dei colpi d’arma da fuoco. E questo è tutto. "

 

Diesel non tornerà mai più

Dal suo tono di voce, si comprende che il poliziotto è stato colpito dalla perdita del suo cane. La fine della sua storia è senza appello: "Lui non tornerà mai più." Al di là del suo dolore, l'intera brigata ne è toccata. "L’addestramento richiede un impegno giornaliero di tutte le squadre. Un cane (d’assalto, NdT), bisogna farlo mordere, si devono trovare delle metodiche per l’addestramento. Vi partecipa il gruppo nel suo insieme." In questo tipo di operazione, il cane d’assalto è essenziale, in quanto apre la strada ai poliziotti ed avverte di una possibile minaccia, abbaiando o mordendo. A Saint-Denis, Diesel ha probabilmente salvato la vita di numerosi poliziotti, anche se ha pagato con la sua.

 

Un rapporto di fiducia

Più che di un cane, il poliziotto testimonia della perdita di un collega di lavoro indispensabile. Un rapporto con un cane d’assalto è costruito nel corso del tempo e lavorando insieme. "E’ una fiducia reciproca, lui ha piena fiducia in me, io ho la massima fiducia in lui, ognuno dei due sa come l'altro reagirà sul campo", racconta commosso. Anche se ovviamente non possiamo parlare di un rapporto simile a quello che sarebbe stato costruito con un cane domestico: "Questi sono cani da lavoro, vivono nel box e non ne escono che per lavorare. La loro vita è il lavoro ed è li che dispiegano il loro potenziale."

Tra tutte le offerte di cani in donazione, una ha avuto successo. La Russia ha donato un cucciolo malinois per la polizia francese, chiamato Dobrynya, "in solidarietà con il popolo e la polizia francesi." Alcuni sostengono anche che sia assegnata una medaglia a Diesel. "Sarebbe una grande ricompensa", dice il poliziotto. Quanto al lutto, si supererà "nel corso del tempo", aggiunge. "Ci saranno altre missioni. Bisogna ricominciare a lavorare a partire da adesso."

(fonte: Pauline Jallon - le JDD.fr - trad. staff Area SAFE)

 

Ci è parso giusto e doveroso, in memoria di Diesel, contribuire a raccontare qualcosa di più su di lui e sulla sua morte.

Chiunque abbia un cane o un altro animale domestico - grande o piccolo che sia - ben conosce la profondità dell’affetto che si viene a creare.

Se il cane viene definito il miglior amico dell’uomo, si sa che c’è un motivo.

Chi affida una parte significativa della propria sicurezza operativa ad un cane, lo comprende forse più vividamente di chiunque altro.

Sicuramente lo sente sulla propria pelle, in tutti i sensi.

Soprattutto quando sai bene che lui si è preso i proiettili destinati a te o ad un altro dei suoi colleghi.

Diesel, quindi, non era e non poteva essere solo un cane, era molto di più.

Per chi deve entrare in mezzo al pericolo, per chi sa di poter finire nel mirino di qualcuno che ti attende dietro un angolo, per chi mette in gioco la propria vita, non essere soli là dentro fa molta differenza.

Conta davvero tanto se c’è qualcuno che viene con te e resta accanto a te, fino in fondo.

Che sia un collega su due o quattro zampe, non fa molta differenza.

L’importante è che ognuno sappia che può contare pienamente e fino in fondo sul suo compagno di battaglia.

La storia di Diesel e del suo conduttore è emblematica del rapporto che deve costruirsi nella prospettiva di un’azione dove si corrono rischi mortali.

Non è un gioco.

Il valore delle unità cinofile va oltre ogni possibile ed ulteriore considerazione.

E non è una valutazione puramente cinica.

Il RAID - e con esso qualsiasi altro reparto della stessa tipologia - non si sarebbe certo sottratto alla missione di fare irruzione in quell’appartamento, a Saint-Denis come in ogni altra parte del mondo, anche senza unità cinofila.

Sapere però di entrare con Diesel, faceva una bella differenza.

Ed ogni unità cinofila sulla scena di un’azione, sa di avere un compagno di battaglia a quattro zampe che, in caso di bisogno, fa la differenza.

Un cane come Diesel - ed i suoi colleghi ovunque nel mondo - contribuisce in misura determinante alla consapevolezza che i poliziotti non entrano da soli in mezzo al pericolo.

Ed altrettanto ferma è la convinzione che lui rimarrà con te fino alla fine.

 

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STAY SAFE OUT THERE

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Commenti   

0 #6 86Tamika 2017-09-15 07:00
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Grande Diesel. Non dimentichiamo il suo sacrificio.
Ha salvato delle vite in un'azione che poteva rappresentare un agguato.
Però i cani devono essere equipaggiati di protezioni adeguate antiproiettile.
Citazione
0 #1 tom r1 2015-11-30 14:14
"DIESEL"
rip
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